Flat Tax Neo-Residenti 2026: imposta a 300.000€ per gli High Net Worth Individuals
La Legge di Bilancio 2026 modifica ancora il regime fiscale dei neo-residenti previsto dall’art. 24-bis del TUIR, aumentando l’imposta sostitutiva sui redditi esteri a 300.000 euro annui per il contribuente principale e a 50.000 euro per ciascun familiare aderente.
Si tratta di un intervento rilevante, che incide in modo diretto sull’attrattività del regime per i soggetti con elevata capacità patrimoniale e reddituale. In questa guida analizziamo cosa cambia dal 2026, quali sono i requisiti di accesso, come opera la clausola di salvaguardia per chi ha già aderito e in quali casi il regime può ancora risultare conveniente.
Flat tax neo-residenti 2026: cosa cambia
Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), il legislatore interviene per la terza volta in meno di due anni sul regime agevolato dedicato ai neo-residenti facoltosi che trasferiscono la residenza fiscale in Italia.
Dopo il precedente incremento da 100.000 euro a 200.000 euro introdotto nel 2024, dal 2026 l’imposta sostitutiva sale ulteriormente a 300.000 euro annui. Anche il costo per l’estensione ai familiari viene aumentato, passando da 25.000 euro a 50.000 euro per ciascun soggetto.
L’aumento ridefinisce in modo significativo l’equilibrio economico del regime, imponendo una valutazione più attenta in termini di convenienza fiscale e pianificazione patrimoniale internazionale.
Evoluzione del regime neo-residenti: da 100.000€ a 300.000€
L’evoluzione normativa del regime ex art. 24-bis TUIR può essere così sintetizzata:
- 2017: introduzione del regime con imposta sostitutiva di 100.000 euro annui
- 2024: primo aumento a 200.000 euro annui
- 2026: nuovo aumento a 300.000 euro annui
Nel giro di pochi anni, il costo del regime è quindi aumentato del 200%. Questo dato è particolarmente rilevante per chi sta pianificando un trasferimento in Italia in un’ottica di medio-lungo periodo, perché il tema della stabilità normativa assume un peso sempre maggiore nelle scelte di tax planning internazionale.
Nuovo costo del regime neo-residenti dal 2026
| Soggetto | Fino al 2023 | 2024-2025 | Dal 2026 |
|---|---|---|---|
| Contribuente principale | 100.000€ | 200.000€ | 300.000€ |
| Ciascun familiare | 25.000€ | 25.000€ | 50.000€ |
| Nucleo con 1 contribuente + 3 familiari | 175.000€ | 275.000€ | 450.000€ |
Per un nucleo familiare composto da quattro persone, il costo complessivo del regime può quindi arrivare a 450.000 euro annui. È evidente che, a questi livelli, il regime resta realmente vantaggioso solo in presenza di redditi esteri molto elevati o di patrimoni esteri tali da rendere significativa anche l’esenzione da IVIE, IVAFE e monitoraggio fiscale.
Clausola di salvaguardia: chi continua a pagare 200.000€
Uno degli aspetti più importanti della riforma riguarda la tutela di chi ha già aderito o riesce a trasferire la residenza entro la fine del 2025.
La Legge di Bilancio 2026 introduce infatti una clausola di salvaguardia, in base alla quale il nuovo importo si applica soltanto ai soggetti che trasferiscono la residenza rilevante ai fini del regime a partire dall’entrata in vigore della nuova disciplina.
- Trasferimento entro il 31/12/2025: resta applicabile il costo di 200.000 euro per il contribuente principale e 25.000 euro per ciascun familiare
- Trasferimento dal 01/01/2026: si applicano i nuovi importi di 300.000 euro e 50.000 euro
Dal punto di vista operativo, è fondamentale prestare attenzione al momento in cui la residenza viene effettivamente trasferita, anche sotto il profilo civilistico e fiscale, per evitare contestazioni o incertezze interpretative.
Requisiti per accedere alla flat tax neo-residenti
Le modifiche del 2026 non incidono sui requisiti soggettivi e oggettivi di accesso al regime, che rimangono invariati.
1. Assenza di residenza fiscale in Italia per 9 dei 10 anni precedenti
Il contribuente non deve essere stato fiscalmente residente in Italia per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta precedenti a quello in cui esercita l’opzione.
2. Trasferimento della residenza fiscale in Italia
È necessario trasferire la residenza fiscale in Italia secondo i criteri previsti dalla normativa tributaria, con particolare attenzione agli elementi sostanziali che dimostrano il radicamento effettivo nel territorio italiano.
3. Esercizio dell’opzione in dichiarazione
L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento oppure in quella relativa all’anno successivo, mediante compilazione del quadro dedicato.
Interpello preventivo
In presenza di situazioni complesse, è consigliabile valutare la presentazione di un interpello preventivo all’Agenzia delle Entrate, così da ottenere conferma della spettanza del regime in base alle specifiche circostanze del caso concreto.
Cosa copre l’imposta sostitutiva del regime neo-residenti
L’imposta sostitutiva prevista dall’art. 24-bis TUIR copre, in via generale, i redditi di fonte estera.
Redditi esteri inclusi
- dividendi derivanti da partecipazioni estere
- interessi e proventi finanziari esteri
- redditi immobiliari prodotti all’estero
- pensioni estere
- redditi da lavoro autonomo o d’impresa svolti all’estero
- plusvalenze estere nei casi previsti dalla disciplina
Benefici accessori del regime
- esenzione IVIE sugli immobili detenuti all’estero
- esenzione IVAFE sulle attività finanziarie estere
- esonero dal quadro RW e dagli obblighi di monitoraggio fiscale
- applicazione dell’imposta di successione e donazione ai soli beni e diritti esistenti in Italia
Questi elementi contribuiscono a rendere il regime interessante non soltanto per il risparmio sull’IRPEF, ma anche per la semplificazione amministrativa e per gli effetti favorevoli in materia patrimoniale e successoria.
Quali redditi restano tassati ordinariamente in Italia
Il regime dei neo-residenti non sostituisce la tassazione ordinaria per i redditi prodotti in Italia. Restano quindi soggetti alle ordinarie regole IRPEF, oltre alle eventuali addizionali regionali e comunali:
- redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia
- redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia
- redditi d’impresa prodotti in Italia
- redditi fondiari relativi a immobili situati in Italia
- redditi finanziari di fonte italiana
La distinzione tra redditi italiani e redditi esteri resta quindi centrale nella valutazione della convenienza del regime.
Estensione ai familiari: quanto costa dal 2026
L’opzione può essere estesa ai familiari ammessi dalla normativa, con applicazione di un’imposta sostitutiva aggiuntiva per ciascun soggetto incluso.
Dal 2026 il costo per ogni familiare sale a 50.000 euro annui. Si tratta di un aumento importante che incide in modo significativo sul costo complessivo del regime per i nuclei familiari numerosi.
Esempio: coppia con due figli
- contribuente principale: 300.000€
- coniuge: 50.000€
- figlio 1: 50.000€
- figlio 2: 50.000€
- totale annuo: 450.000€
Esempio: contribuente singolo
- imposta complessiva: 300.000€ annui
Procedura di accesso al regime neo-residenti
Step 1: trasferimento della residenza
Il primo passaggio consiste nel trasferimento della residenza in Italia, da gestire con attenzione sotto il profilo anagrafico, civilistico e fiscale.
Step 2: esercizio dell’opzione
L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno del trasferimento oppure all’anno successivo, secondo le modalità previste dal modello dichiarativo.
Step 3: versamento dell’imposta sostitutiva
Il versamento va effettuato entro i termini ordinariamente previsti, mediante modello F24 e con indicazione dell’anno di riferimento.
Durata del regime
Il regime può essere mantenuto fino a un massimo di 15 anni, salvo revoca anticipata da parte del contribuente o cessazione dei requisiti.
Quando conviene la flat tax neo-residenti
La convenienza del regime dipende dal confronto tra l’imposta sostitutiva dovuta e la tassazione ordinaria che graverebbe sui redditi esteri in assenza dell’opzione.
In linea generale, il regime risulta più interessante per soggetti con:
- redditi esteri elevati
- patrimoni finanziari o immobiliari all’estero di importo significativo
- esigenze di semplificazione dichiarativa
- obiettivi di pianificazione successoria internazionale
Per contro, il regime può risultare meno efficiente quando i redditi prodotti in Italia sono prevalenti o quando il costo fisso dell’imposta sostitutiva non è compensato da un adeguato beneficio fiscale complessivo.
Confronto europeo: l’Italia è ancora competitiva?
Il confronto con altri ordinamenti mostra come l’Italia, con l’aumento a 300.000 euro, si collochi oggi in una fascia di costo più elevata rispetto ad alcune alternative europee tradizionalmente considerate competitive per i soggetti ad alta capacità patrimoniale.
| Paese | Regime | Costo annuo | Durata |
|---|---|---|---|
| Italia | Art. 24-bis TUIR | 300.000€ | 15 anni |
| Grecia | Alternative Tax Regime | 100.000€ | 15 anni |
| Svizzera | Lump-sum taxation | Variabile | Illimitata |
| Malta | Non-dom remittance basis | Variabile | Illimitata |
Nonostante la perdita di competitività sotto il profilo strettamente economico, l’Italia continua a mantenere alcuni elementi di attrazione, tra cui la qualità della vita, il contesto culturale, il mercato immobiliare di fascia alta e l’interesse strategico per famiglie e investitori internazionali.
Conclusioni operative
Il regime neo-residenti continua a rappresentare uno strumento di pianificazione fiscale di grande interesse per gli High Net Worth Individuals con redditi e patrimoni esteri rilevanti. Tuttavia, l’aumento dell’imposta sostitutiva a 300.000 euro annui ne riduce la convenienza per una parte dei potenziali beneficiari.
Per chi intende trasferire la residenza in Italia, il punto centrale non è soltanto verificare il possesso dei requisiti formali, ma soprattutto valutare in modo strutturato:
- la composizione dei redditi tra Italia ed estero
- il valore del patrimonio estero
- l’eventuale estensione ai familiari
- l’orizzonte temporale del trasferimento
- i rischi connessi a future modifiche normative
Una corretta pianificazione consente di capire se la flat tax neo-residenti 2026 sia ancora lo strumento più efficiente per il caso concreto oppure se sia opportuno valutare soluzioni alternative.
FAQ sulla flat tax neo-residenti 2026
Chi può accedere al regime neo-residenti nel 2026?
Può accedere chi non è stato fiscalmente residente in Italia per almeno 9 dei 10 anni precedenti e trasferisce la residenza fiscale in Italia esercitando l’opzione nei termini previsti.
Chi ha già aderito al regime deve pagare 300.000 euro?
No. Chi ha trasferito la residenza entro il 31 dicembre 2025 resta tutelato dalla clausola di salvaguardia e continua ad applicare il precedente importo, salvo diverse specifiche situazioni da valutare caso per caso.
Il regime può essere esteso ai familiari?
Sì. L’opzione può essere estesa ai familiari ammessi dalla legge, pagando un’imposta sostitutiva aggiuntiva che dal 2026 è pari a 50.000 euro per ciascun familiare.
Quanto dura il regime neo-residenti?
Il regime può durare fino a 15 anni, salvo revoca anticipata o perdita dei requisiti.
I redditi prodotti in Italia rientrano nella flat tax?
No. I redditi prodotti in Italia restano soggetti a tassazione ordinaria secondo le regole IRPEF applicabili.
Serve una valutazione personalizzata?
La convenienza del regime neo-residenti va analizzata in modo tecnico e personalizzato, tenendo conto della tua residenza pregressa, della struttura dei redditi, del patrimonio estero e degli obiettivi familiari e successori.
Dott. Francesco D’Angelo
Dottore Commercialista – Milano
Specializzato in fiscalità internazionale e pianificazione per expatriates
Fonti normative
- Art. 24-bis TUIR (D.P.R. 917/1986)
- L. 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026)
- D.L. 9 agosto 2024, n. 113, convertito con modificazioni dalla L. 7 ottobre 2024, n. 143
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 17/E del 23/05/2017



