Agevolazioni per Lavoratori impatriati: dal 2024 stretta sugli Impatriati

Il 16 ottobre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato, seppur in via preliminare, il decreto attuativo della legge delega definendo in materia di fiscalità internazionale le nuove regole decorrenti a partire dal 2024 in merito a:

  • la residenza delle persone fisiche e delle persone giuridiche;
  • il regime agevolato per il reshoring delle aziende;
  • le nuove caratteristiche del regime dei lavoratori impatriati.

Focalizziamoci su quest’ultima novità, il decreto dispone quelli che potrebbero essere, a partire dall’anno prossimo, i nuovi requisiti e le nuove caratteristiche del regime di agevolazione per i lavoratori impatriati con l’intenzione di ridurne l’impatto. In dettaglio, si prevede un limite massimo al reddito prodotto pari a 600.000€ (oltre il quale l’agevolazione non è applicabile) e un abbattimento della percentuale di esenzione del reddito al 50% (in precedenza al 70% o anche al 90%).

Analizzando la platea degli interessati si prevede l’esclusione dall’agevolazione per i titolari di reddito d’impresa, confermando invece l’agevolazione ai soli titolari di:

  • redditi di lavoro dipendente
  • redditi assimilati a quello di lavoro dipendente
  • redditi di lavoro autonomo

Ulteriore novità proposta riguarda i requisiti di accesso al regime di agevolazione:

  • il lavoratore non deve essere stato fiscalmente residente in Italia nei tre periodi di imposta precedente al trasferimento, fino ad ora gli anni di non residenza erano due;
  • il lavoratore si deve impegnare a risiedere nello Stato per almeno cinque anni e in caso contrario dovrà restituire le agevolazioni ottenute pagandone gli interessi;
  • l’attività lavorativa dovrà essere svolta in Italia a seguito di un nuovo rapporto di lavoro con un soggetto diverso da quello presso il quale si era impiegati all’estero prima del trasferimento nonché da quelli appartenenti al medesimo gruppo;
  • l’attività lavorativa deve essere prestata per la maggior parte del periodo di imposta in Italia;
  • il lavoratore deve essere in possesso dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazioni.

Questi nuovi requisiti insieme alle nuove caratteristiche previste dal regime di agevolazione potrebbero portare ad un restringimento della platea dei beneficiari, ad una diminuzione dei soggetti che potranno usufruirne e ad un conseguente minore impatto fiscale sulle casse dello Stato.

Segnaliamo comunque che si tratta di una prima stesura e che il testo e le sue disposizioni potrebbero subire delle variazioni. Se vuoi essere aggiornato o sei interessato ad una nostra consulenza riguardante l’agevolazione per gli impatriati contattaci per un primo colloquio.

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Lavoratori impatriati: le novità del 2024

Nel 2024, i lavoratori impatriati sono soggetti a un nuovo regime fiscale dopo l’abrogazione delle agevolazioni precedenti. Il reddito da lavoro è tassato al 50%, fino a un massimo di 600.000€. Requisiti per l’accesso includono la residenza in Italia per almeno cinque anni, l’assenza di residenza italiana nei tre anni precedenti, lavoro prevalente in Italia e qualifiche specifiche. L’incentivo è temporaneo, estendibile fino a otto anni in certe circostanze. Valutazioni accurate sono consigliate per evitare controversie con l’amministrazione fiscale.

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